Le patologie dolorose croniche affliggono quasi 2 miliardi di individui nel mondo, con ripercussioni sulla qualità di vita, il tessuto sociale e i sistemi sanitari globali: basti pensare che, tra queste, il mal di schiena è considerata la maggiore causa di disabilità.
Alla luce di quanto detto, negli ultimi anni è cresciuta la ricerca di approcci terapeutici nuovi e complementari per la gestione di queste patologie, e la nutrizione è emersa proprio come fattore centrale nell’influenzare il dolore cronico.
Gli studi più recenti evidenziano il profondo impatto delle scelte nutrizionali e dell’assunzione di nutrienti sullo sviluppo, la persistenza e la gestione del dolore cronico: i comportamenti alimentari scorretti che portano al disequilibrio del microbiota, all’obesità, allo sviluppo di sarcopenia (perdita di massa muscolare) e al mantenimento di uno stato infiammatorio, sono tutti gli aspetti che vengono ad oggi presi in considerazione per il loro possibile impatto sul dolore.
Un supporto nutrizionale adeguato, che può prevedere per esempio la modifica della dieta e l’aggiustamento della frequenza dei pasti, gioca un ruolo cruciale nella modulazione della percezione del dolore e nella gestione dell’infiammazione.
Incentivando il consumo di cibi ricchi di nutrienti e con proprietà antinfiammatorie, i professionisti sanitari possono giocare un ruolo essenziale nel miglioramento complessivo del benessere e della qualità di vita dei pazienti con patologie dolorose.
La Fondazione per la Qualità di Vita, grazie alla collaborazione con nutrizionisti, gastroenterologi e altri specialisti del settore, si impegna a tradurre queste evidenze in percorsi informativi chiari e accessibili, attraverso iniziative di divulgazione sul tema della sana alimentazione aperti alla cittadinanza.
La Fondazione per la Qualità di Vita promuove, inoltre, un progetto di raccolta dati sulle abitudini alimentari dei pazienti con dolore acuto, persistente e cronico, con lo scopo di determinarne le caratteristiche e verificare se la sua eventuale regolamentazione possa, e in quale misura, migliorare la qualità della vita dei pazienti.
