Grazie al contributo della Dott.ssa Enrica Biordi, psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, che collabora con Medicina del Dolore e la Fondazione Qualità per la Vita insieme al Dott. Francesco Porta, reumatologo, scopriamo in questo articolo qual è la connessione tra dolore cronico, infiammazione e disturbi del sonno.
Quali sono i principali benefici e funzioni del sonno?
Il sonno non è un lusso, è una funzione biologica essenziale. Questo perché mentre dormiamo il cervello reintegra quelle energie fisiche e mentali spese durante la giornata, e permette la stabilizzazione di tutti gli apprendimenti del giorno.
Durante il sonno si va a rafforzare il sistema immunitario e si regolano i cicli di molti ormoni principali, come ad esempio il cortisolo.
Ecco che allora dormire male non è solo un problema di stanchezza, ma può andare ad influire anche sull’attenzione, sulla concentrazione, sulla memoria e sulla riuscita delle attività durante la giornata.
La mancanza di sonno può essere un fattore scatenante di sintomatologie?
Sì. Un sonno breve, un sonno insufficiente e ancor più un sonno di scarsa qualità può essere alla base del riacutizzarsi di malattie infiammatorie e di sindromi dolorose.
Questo è noto nel contesto delle malattie dolorose croniche, per esempio in ambito reumatologico con la fibromialgia, ma è un dato che si può estendere a tutte le condizioni di dolore cronico.
In questi pazienti il sonno è generalmente insufficiente e anche quando è sufficiente in senso di durata temporale, non lo è dal punto di vista qualitativo. È un sonno generalmente leggero, caratterizzato da microrisvegli, sia per colpa del dolore, sia perché in generale il paziente con dolore cronico tende ad avere un sonno più irregolare e quando c’è un peggioramento del sonno, generalmente c’è un aggravamento anche del sintomo dolore.
Lo stesso avviene anche nelle malattie infiammatorie reumatologiche, ad esempio nelle artriti e nelle connettiviti.
In questi pazienti è dimostrato che un sonno scorretto porta a un’alterazione del sistema neuro-ormonale, che di conseguenza si porta dietro, in genere, una riacutizzazione della malattia infiammatoria.
Quindi il concetto finale è che il sonno deve essere di buona durata, ma soprattutto di buona qualità, al fine di consentire un controllo del sintomo dolore.
I disturbi del sonno possono essere identificati come sintomi correlati ad alcune patologie croniche?
Sì. Il sonno è un aspetto spesso sottovalutato, ma in realtà è parte integrante delle patologie croniche e del dolore. Questo accade perché sonno e dolore interferiscono uno con l’altro.
Pensiamo, ad esempio, come il sonno può influire sulla stanchezza, sul grado di concentrazione e a volte questo va a influire anche sulla soglia del dolore percepito, per cui questo circolo che si autoalimenta ha la necessità di essere visto e gestito. Ecco che questo aspetto può essere affrontato grazie ad un percorso interdisciplinare che mette al centro il sonno e tutte le altre funzioni cognitive, insieme al dolore e alla persona.
Dolore cronico, infiammazione e disturbi del sonno possono essere condizioni correlate tra loro?
Queste condizioni sono strettamente correlate tra loro, in un circolo vizioso che è caratteristico: meno sonno, peggior sonno, più dolore; viceversa più dolore, peggior sonno.
È però interessante affrontare anche l’aspetto infiammatorio. Un sonno caratterizzato da interruzioni e microrisvegli, che tipicamente nei pazienti con dolore cronico non presenta la fase profonda così come è nei pazienti normali, porta ad una maggiore produzione di citochine infiammatorie (TNF alfa).
Le onde cerebrali sono totalmente diverse e spesso quelle del sonno profondo nei pazienti con dolore cronico sono analoghe a quelle che, nei soggetti normali, si hanno nel pre-addormentamento.
Inoltre, un sonno irregolare può portare anche all’aumento di sostanze che vanno ad attivare il grasso viscerale: c’è infatti una correlazione anche tra sonno e obesità. Sappiamo che dormire poco è un fattore di rischio per obesità, che a sua volta è un fattore di rischio ancora una volta per malattie infiammatorie e per dolore.
Quindi la connessione tra questi aspetti veramente molto molto stretta e spesso sottovalutata.
Spesso il sonno di cattiva qualità è un sintomo che viene apparentemente trascurato e considerato solo come conseguenza, quando in realtà è un ingranaggio importantissimo di un meccanismo molto complesso.